Monte Venda e Monte Rua
In quest'itinerario si legano due tra i più rinomati e famosi colli Euganei: il Monte Venda e il Monte Rua.
Lunghezza: 14 km (da Villa a Torreglia)
Dislivello complessivo: 500m
Il monte Venda
Il
primo - il Monte Venda - è mister Antenna dal cuore d'amianto: tv spazzatura e la
struttura del 1.ROC composta di bunker uniti da una lunga galleria
sotterranea, rivestita d'amianto, dove venivano impiegate centinaia di
militari, anche di leva. La base è stata operativa fino al 1998 ed era
un centro di controllo aereo strategico per la nostra difesa e per
quella degli alleati. Tra i militari che hanno lavorato sul Monte Venda
ci sono circa una ventina di morti per sospetta asbestosi, la malattia
che causa la fibra dell'amianto. Vedi il link
Il
Monte Venda ospita l'Eremo degli Olivetani, pienamente attivo fino al 1771 quando venne soppresso dalla Serenissima. Le rovine, recentemente restaurate,
sono molto piacevoli da visitare.
"Dell'antico complesso monumentale di San Giovanni del Venda rimangono oggi solo i muri perimetrali della chiesa, oggetto di un intervento di restauro completato una decina di anni fa che ha coinvolto anche la vicina torre campanaria. Sono invece praticamente scomparsi i muri dei chiostri e del monastero in genere, di cui rimangono praticamente solo i tracciati. L'ultimo serio intervento al sito era avvenuto negli anni 60, quando negli Euganei fece tappa l'allora presidente della Repubblica Antonio Segni. Anche le vie d'accesso alla zona sono difficoltose: se infatti l'intervento del Cai alla fine degli anni 90 (quando l'area fu smilitarizzata) ha riaperto il sentiero per chi vuole raggiungere il monastero a piedi, resta impervio il transito con gli automezzi [...] [Il Monastero] ...affonda le proprie radici almeno nel 1100 quando un monaco benedettino padovano salì sul Venda per fondare un ascetico romitaggio. La chiesa fu edificata nel 1209 dall'abate di Santa Giustina Stefano da Tremigon: qui venne collocata la preziosa relequia del dito indice di San Giovanni Battista, traslata poi nel 1772 nel Duomo di Padova. La vera fioritura del monastero avvenne nel 1380 quando si stabilì la congreazione dei monaci del monte Oliveto. Gli ultimi religiosi lasciarono il complesso, già in estremo degrado, nel 1916. Fino agli anni 50 gli abitanti di Boccon di Vo, tuttavia, usavano portare ancora i loro morti fino alle rovine del monastero per l'estrema benedizione." Mattino di Padova 02/04/2009 pag. 27.
Il secondo, il Monte Rua, ha anch'esso un monastero, ancora spiritualmente attivo e appartenente all'ordine dei Camandolesi. Ingresso consentito solo a persone singole ed è escluso alle donne (le coppiette della domenica sono bandite quindi) e gli orari per la visita sono molto ristretti: 4 ore alla settimana (nel pomeriggio del giovedì e di domenica). Si può comunque arrivare fino alla porta d'ingresso al monastero, da cui si gode di un bellissimo panorama.
Ma veniamo all'itinerario.
Da Villa,
alle pendici di Teolo, si prende via Calto Boccale davanti alla
Pizzeria Vecchio Tram e si prosegue dritti. Si imbocca poi via Calti
Pendice. Dopo 500 metri si sale a dx per via Fonda: un breve ma
ripido sterratino per salire a Teolo senza fare via Euganea Teolo,
trafficata di moto, macchine e ciclisti che lanciano sfide. Nel
complesso lo sterrato di via Fonda è lungo circa 1 km e sia alza di 130
m; una volta preso seguire la direzione che sale e si arriva ad
incrociare l'asfalto di via Marconi nei pressi del centro di Teolo.
Andare a sx seguendo perciò via Marconi direzione Castelnuovo
su asfalto. Dopo 2,5 km e sette tornanti arriverete in centro a
Castelnuovo. Al crocevia prendere la strada a sx (via Siesa) e dopo 100
m, allo scollinamento, andare a dx per via Venda (strada militare)
sempre su asfalto. Risalire il Venda per 2 km fino a che non termina
l'asfalto. A questo punto seguite la direzione indicata dal cartello
Transeuganea, a sx.
Questo sterrato, chiamato anche sentiero Lorenzoni (vedi allegato sopra) è ben segnalato e non troppo difficile. A inizio Novembre il fondo è abbastanza insidioso a causa di massi sconnessi e del fogliame di Castagno, che con la pioggia e l'umidità diventa viscido (per chi è alla ricerca di castagne, questo è comunque un buon posto).
A circa metà trovate le indicazioni per andare a visitare l'Eremo degli Olivetani. Questo sentiero è lungo 1,8 km. Al fine del bosco a 1,7 km dalla partenza del sentiero su strada bianca seguire il tornante giù a sx e arriverete in via Sottovenda, qua girare a sx e scendere per 1 km fino a via Roccolo e qua girare a sx e risalire per 600 metri fino a passo del Roccolo. Sullo scollinamento, davanti al ristorante girare a dx per il bosco, anche questo ultimo battuto dai cercatori di castagne.La prima parte non è molto adatta alla mtb: in certi punti ci sono scalini alti e grumi scomposti di massi. Dovrete scendere e fare qualche metro a piedi. Dopo i primi 200 metri al bivio, girare a sx e prenderete uno sterrato molto piacevole che corre attorno al monte Rua. Andando sempre dritti arriverete ad un cancello di mentallo, che delimita le proprietà del monastero e da qui proseguite sempre dritti fino ad arrivare su asfalto.
A questo punto noi siamo scesi a Torreglia.
Sia attorno al Monte Venda che attorno al Monte Rua girano dei veri e propri anelli percorribili in MTB, magari ne parleremo un'altra volta.
p.s: per consultare tutti i dati dalla grafica sottostante, navigate tra "photos" "stats" e "full"



